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Bimbi sotto i sei anni: occhiali 3D non indicati |
Bambini - Articoli | |||
Scritto da Eva Forte Martedì 16 Marzo 2010 17:37 | |||
I film in 3D stanno spopolando nei cinema italiani, anche per i film dedicati al pubblico dei più piccoli. Shrek e Alice in Wonderland sono solo alcuni esempi. Ma a seguito di una forte infiammazione agli occhi riportati da una bimba di 3 anni di Milano, dopo la visione di un film in 3D, si discute sull'utilizzo di questi particolari occhiali da parte dei bambini e anche sulla reale sicurezza di utilizzo per la salute degli spettatori.
Il verdetto è stato che gli occhiali 3D sono controindicati per i bambini al di sotto dei sei anni e che vanno usati limitatamente nel tempo anche dagli adulti e solo se forniti come monouso, come annuncia il CSS (Consiglio Superiore di Sanità). Alti rischi igienici se gli occhiali non sono monouso, proprio perché possono portare il contagio di malattie da contatto a occhi e orecchie; inoltre molti occhiali non avevano il marchio CE a tutela del consumatore. Nei bambini inoltre l'utilizzo degli occhiali è sconsigliato perché potrebbero causare danni, anche se solo temporanei, con disturbi di ordine funzionali a causa della visione binoculare non del tutto consolidata. A contestare la limitazione degli occhiali arriva la dichiarazione di Paolo Protti dell'ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinematografici), dicendo che la visione è già sconsigliato a bambini al di sotto dei tre anni anche se si tratta solo di indicazioni. Secondo Protti, dopo aver consultato medici specialisti che hanno confermato la non inadeguatezza degli occhialini sia a livello visivo che di rischio infettivo, è una psicosi tutta italiana: negli altri paesi che utilizzano questo sistema tridimensionale nelle sale cinematografiche non ne è stato mai contestato l'utilizzo. Per il marchio CE, continua Protti, come dice anche il CSS non è obbligatorio esporlo. Fonte: sito web ANSA
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